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Buon viaggio Eddie - ci mancherà ciò che rappresenti

ERA il Settembre del 1997 quando salendo le scale del Guitar Institute of Technology per andare alla prima lezione del primo giorno di scuola, vidi una foto incorniciata appesa al muro, così, come uno di quei ritratti di famiglia.

Ritraeva un giovanissimo Eddie Van Halen mentre si esibiva sul palco centrale della scuola, da allievo. Sta finendo un'epoca. Qualche anno fa, in tempi non sospetti, gli ho rovinato la canzone più bella, facendone una cover acustica in fingerstyle. Ma perché Eddie è stato uno dei chitarristi più importanti per chi negli anni'90 si avvicinava alla chitarra?

Questa è la domanda che mi pongo a proposito di molti dei chitarristi che ho ammirato e studiato negli anni. Certo Eddie è un caso speciale visto che siamo stati ''colleghi'' di scuola, a Hollywood, per cui ci tengo particolarmente.

Ma la ragione più importante è un'altra, e spiega tante cose di ciò che sta accadendo alla chitarra in questo periodo storico.Spesso infatti mi dico che oggi gli studenti di chitarra che davvero si danno da fare sono pochi, pochissimi, e comunque diventa sempre più difficile fare lezioni di livello alto; giacché ancora in minor numero arrivano a un livello che sfiori la professionalità della preparazione.

Per anni ne ho fatto un motivo di scoraggiamento, e spesso mi trovo a dire, come un vecchio nostalgico, che quando andavo a lezione a Napoli, l'assegno che ricevevo per una settimana, oggi, qui, con i miei allievi, ci metterei anche tre mesi a farglielo fare a casa; come se non ci fosse vero interesse; come se no ci fosse voglia di suonare bene.

Suonare bene? O suonare i pezzi di Van Halen; dei Mr. Big; di Steve Vai; degli Extrerme di Nuno Bettencourt; dei Pink Floyd ecc ecc.

Ecco qual è il problema! Ai tempi miei, se volevi suonare rock, o metal, avevi a che fare con band in cui i chitarristi erano dei fenomeni; dei funamboli; il più delle volte degli innovatori assoluti, e se li volevi suonare i loro pezzi, dovevi farti il classico ''mazzo a capanna'', spesso per pezzettini anche di pochi secondi.

E allora ecco che volevi che il tuo maestro ti spingesse ai limiti della tecnica e ti spiegasse come acquisire quella velocità, quella fantasia e quella preparazione che in un brano rock sembra, e dico sembra, non esserci. E invece....

Oggi esiste ancora questo scoglio? Quasi più per niente; quello che prima era la regola ora è l'eccezione. Certo, dal grunge in poi si è visto che per fare musica non c'è più bisogno di essere fenomenali, ma a che prezzo? Non abbiamo mai avuto tanti mezzi a disposizione e tanti insegnanti così preparati, eppure il livello medio, nella musica in generale, va sempre più verso quello che io chiamo il McDonald's della musica.

Non servono gli chef stellati; basta una ricetta semplice e patinata; un gusto quasi inesistente e in quanto tale ''facile'' e ''rassicurante''.

Andiamo...volete dirmi che quando vi capita di andare all'estero non cercate un McDonald? Come lo fanno buono il Big Mac a Giacarta, perché mai provare i Satay?

Stay aperti

Tonino


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